fbpx

Te ne sei andato quando avevo più bisogno di te, ma oggi posso solo dire: grazie

Foto: Janja Prijatelj / Aiart

Te ne sei andato quando il mondo è diventato silenzio e oscurità. Te ne sei andato proprio quando avevo più bisogno di vicinanza. Perché? La domanda non ha risposte immediate, ma apre uno spazio di riflessione. Questo spazio è rimasto vuoto per molto tempo, ma è stato in questo vuoto che qualcosa di nuovo è iniziato. Dall'assenza è nata la forza. Dal silenzio si è formata una voce. Dall'abbandono è emersa un'indipendenza che oggi non ha bisogno di conferme dall'esterno.

Non eri lì quando la paura mi paralizzava e quando le notti erano più lunghe dei giorni. Fu allora che capii veramente per la prima volta quanto forte possa essere l'oscurità quando non c'è nessuno che la faccia tacere. Rimasi solo con i miei pensieri, con l'irrequietezza e il suono didomande senza risposteMa è stato in questo silenzio che è accaduto qualcosa di cruciale. Poiché mi hai lasciato solo con l'oscurità, ho imparato a camminare senza la tua mappa.

Ho imparato ad ascoltare i miei passi, fidarsi del proprio giudizio e trovare la mia strada verso me stesso senza la guida degli altri. La solitudine non era un dono, ma un'insegnante senza pietà. Non mi ha confortato, non ha reso più facile il mio cammino, ma mi ha plasmato.

Foto: Unsplash

Potevo contare solo su me stesso.

Quando avevo bisogno di una mano da tenere, non ce n'era. Invece, ero costretto a cercare supporto dentro me stesso, dove prima non lo sapevo o non volevo vederlo. Il dolore che ne derivava non scomparve dall'oggi al domani. Era persistente, silenzioso e impegnativo, ma mi insegnò qualcosa di essenziale: come calmarmi senza il conforto degli altri e come guarire le ferite senza promesse esterne.

Questo processo non fu rapido, ma fu affidabile. Dall'impotenza, nacque lentamente stabilità internaHo capito che il potere non è sempre rumoroso e che spesso nasce dove non c'è più nessuno che possa sostituirlo.

L'egoismo era il tuo altro nome

Non eri lì quando ero in difficoltà, ma la tua assenza mi ha mostrato la verità su di te. Mi hai rivelato quanto spesso vedi solo i tuoi bisogni e quanto raramente capisci un dolore che non hai mai provato. Questa consapevolezza non è stata facile, ma necessaria.

Foto: Unsplash

Mi ha insegnato a distinguere tra parole vuote e azioni concrete, tra promesse e concretezza. Mi ha insegnato a costruire relazioni su basi chiare, senza illusioni e senza la necessità di dimostrare il mio valore a chi non è pronto a capirlo.

Il silenzio è diventato il sentiero

Quando non potevo contare su di te, ho imparato fare affidamento su se stessiHo cercato risposte dentro me stesso, risolvendo enigmi senza aiuto. Non sei scomparso dalla mia storia, ma le hai dato profondità senza volerlo. Mi hai mostrato tutto senza mostrarmi nulla.

Ho trovato chiarezza nel silenzio. Ho imparato a distinguere tra rumore ed essenza, tra ciò che fa male e ciò che guarisceIl silenzio non era vuoto, era uno spazio in cui finalmente potevo ascoltare me stesso.

Foto: Unsplash

Ho smesso di aspettare. Ho smesso di credere che qualcun altro sarebbe arrivato e l'avrebbe fatto. ordine nel mio caos.

Da allora so una cosa molto semplice: chi resta quando non è facile e chi scompare quando la situazione si fa seria. Questa conoscenza non si può leggere in un libro e nessuno può sussurrartela. Si ottiene solo attraverso l'esperienza.

Oggi non cerco più conferme, spiegazioni o scuse. Cerco solo presenza. E se non ce n'è, vado avanti.

Dal vuoto nacque la forza. Dal dolore, la comprensione. E dalla perdita, qualcosa di permanente: un me diverso.

Con te dal 2004

Dall'anno 2004 ricerchiamo le tendenze urbane e informiamo quotidianamente la nostra comunità di follower sulle ultime novità in fatto di stile di vita, viaggi, stile e prodotti che ispirano con passione. Dal 2023, offriamo contenuti nelle principali lingue globali.