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Il piano quinquennale cinese per il 2030: una guerra silenziosa per le batterie che l'Europa potrebbe sottovalutare.

Mentre in Europa discutiamo di neutralità tecnologica e di divieto dei motori a combustione interna, la Cina ha già delineato nel dettaglio come intende conquistare la leadership nell'elettromobilità e nello stoccaggio energetico entro il 2031.

Foto: Jan Macarol / Aiart

Mentre noi in Europa continuiamo a girare in tondo sulla neutralità tecnologica, a vietare i motori a combustione interna e a proteggere i produttori tradizionali, la Cina ha fatto qualcosa di completamente diverso: si è seduta a un tavolo e ha elaborato un piano. Il suo nuovo piano quinquennale per il periodo 2026-2030 definisce con precisione come intende diventare una "superpotenza energetica" globale entro la fine del decennio. E se la storia ci insegna qualcosa, tra cinque anni molti si stupiranno di quanta strada avrà fatto la Cina in così poco tempo.

È quanto sottolinea lo scienziato tedesco e sviluppatore di batterie Tom Bötticher nella sua analisi, che svela il vero significato del piano cinese per l'industria delle batterie, l'elettromobilità e la transizione energetica. Il suo punto di partenza è semplice ma scomodo: non si tratta di documenti segreti, bensì di obiettivi annunciati pubblicamente – ed è proprio per questo che risulta ancora più interessante il fatto che gran parte dell'Occidente li ignori.

Dalla quantità alla qualità

Il cambiamento chiave nel nuovo piano è un cambiamento di mentalità. La Cina non si è concentrata solo sulla scala, ovvero su fabbriche di celle agli ioni di litio sempre più grandi e numerose, ma ora vuole concentrarsi principalmente su Qualità e tecnologia di nuova generazioneAnziché incrementare incessantemente la capacità produttiva, i fondi dovrebbero ora essere investiti nello sviluppo di nuove tecnologie chimiche che riducano la dipendenza dal litio e aumentino la densità energetica delle batterie.

L'obiettivo dichiarato da Bötticher e confermato da fonti indipendenti è ambizioso: batterie con una densità energetica di circa 500 Wh/kg Entro il 2030. Si tratta di una cifra significativamente superiore a quella delle attuali celle agli ioni di litio e rappresenta un serio passo avanti nello sviluppo. Allo stesso tempo, si prevede che i nuovi e più severi standard di sicurezza renderanno la vita difficile alle aziende che attualmente producono beni economici e difettosi: chiunque punti esclusivamente sulla produzione di massa avrà sempre più difficoltà in Cina.

"Nuove batterie": puntando su elettroliti al sodio e solidi

La Cina intende risolvere i suoi problemi con il cosiddetto batterie di nuovo tipo ("batterie di nuovo tipo") – un termine generico ufficiale che comprende batterie agli ioni di sodio, a stato solido, a flusso redox e altre batterie non standard.

Un posto speciale appartiene a batterie agli ioni di sodioche dovrebbero diventare un'alternativa strategica al litio. L'obiettivo è costruire una catena di approvvigionamento completa entro il 2030 e rifornire con esse grandi sistemi di accumulo di energia e auto elettriche più piccole. Ciò riduce l'esposizione alle fluttuazioni del prezzo del litio e ai rischi della catena di approvvigionamento. E mentre in Occidente stiamo ancora discutendo se le batterie agli ioni di sodio siano "sufficientemente buone" o "troppo costose", le aziende cinesi le stanno semplicemente producendo in massa e migliorandole di anno in anno. Il prezzo di una cella al sodio è attualmente intorno a 66 euro per kilowattora – ancora circa il doppio del litio, ma la tendenza è chiara.

Bötticher è realisticamente lucido riguardo alle batterie a stato solido. Si prevede che l'installazione su piccola scala nei veicoli inizierà intorno al 2027, con una commercializzazione più ampia dopo il 2030 – alcune voci cinesi più caute parlano addirittura del 2032 o del 2033. Il messaggio è chiaro: chiunque stia aspettando di acquistare un'auto elettrica con batteria a stato solido dovrà aspettare a lungo. Per le auto, le batterie a stato solido saranno principalmente una soluzione di nicchia, se non addirittura inesistente. Sono molto più interessanti per l'aviazione e i droni, dove la densità energetica è più importante della durata.

La vera carta vincente: i grandi sistemi di accumulo di energia

Chiunque pensi che tutto questo riguardi solo le auto si sbaglia. L'elemento più visibile del nuovo piano quinquennale è grandi serbatoi di accumulo di energiaPer la prima volta, il piano include l'obiettivo di rendere la Cina una vera "superpotenza energetica", e i sistemi di accumulo a batteria connessi alla rete rappresentano una risorsa centrale da miliardi di dollari. È la combinazione di energie rinnovabili a basso costo e sistemi di accumulo su larga scala che può garantire l'indipendenza energetica a lungo termine della Cina.

Battery Passport: Due filosofie, due mondi

È interessante anche confrontare le normative. Cina e UE hanno in realtà un obiettivo simile: ogni batteria dovrebbe essere dotata di una sorta di passaporto digitale che ne indichi la provenienza, la composizione e le modalità di riciclo. Tuttavia, gli approcci sono completamente diversi.

Il Passaporto europeo delle batterie copre l'intera catena di approvvigionamento, dall'estrazione delle materie prime al riciclo: un approccio "dalla culla alla tomba". Richiede più di 80 dati Ciò pone notevoli sfide burocratiche per le aziende, che sono tenute a divulgare dati dettagliati relativi ai precedenti anelli della catena. L'UE garantisce la trasparenza, ma secondo Bötticher sta anche creando un mostro burocratico. Il sistema cinese, d'altro canto, si concentra principalmente sulla fase finale del ciclo di vita della batteria: sul riciclo, sulla tracciabilità delle batterie usate e sulla rendicontazione delle emissioni. È più snello e meno burocratico.

Cosa dovrebbe imparare l'Europa e cosa non dovrebbe imparare

Il messaggio di Bötticher non è un invito all'imitazione cieca. L'Europa deve iniziare a pensare in modo più strategico e a lungo termine, e la politica industriale non deve limitarsi a proteggere le imprese tradizionali, ma deve anche promuovere attivamente le nuove tecnologie, le nuove imprese e il valore aggiunto locale.

Allo stesso tempo, è opportuno sottolineare che i piani della Cina non sono infallibili. La Cina è rimasta notevolmente indietro rispetto agli obiettivi climatici del piano precedente, gli obiettivi nel settore dei semiconduttori sono stati mancati e insabbiati silenziosamente, i problemi di sovraccapacità sono reali e anche in questo ambito persiste la dipendenza dalle materie prime importate. Pertanto, l'Europa deve trovare la propria strada, un punto d'incontro tra la guida statale cinese e la fiducia americana nel mercato. Difficile, ma non impossibile.

L'analisi si basa su un video dello scienziato e sviluppatore di batterie tedesco Tom Bötticher, e i dati forniti sono stati verificati incrociandoli con fonti indipendenti sul 15° Piano quinquennale cinese (2026-2030).

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